Il rosso, il verde e il bianco: quando il territorio prevale

Il rosso, il verde e il bianco: quando il territorio prevale

No, non stiamo alludendo ai colori della bandiera nazionale, ma alle suggestioni cromatiche cui rimandavano i vini che abbiamo assaggiato martedì 26 febbraio al Gran Can RistorArte Wine Hotel di Pedemonte (VR), nel corso della serata "Vini Uomini Terre". Sul tavolo sono sfilati ben 9 vini diversi, di 5 annate, provenienti dalle due zone della Valpolicella: l'Ovest (Marano) e l'Est (Mezzane). Sei le aziende che hanno contribuito alla disamina di queste aree, più simili di quel può sembrare: AntoliniCa' la BiondaNovaiaTerre di Leone e Corte Fornaledo di Marano, Tenuta Sant'Antonio e Latium per Mezzane...

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26 febbraio: Valli a confronto

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Due valli - Marano e Mezzane - e in mezzo la città. Climi e suoli abbastanza simili, aziende e stili diversi. Anche questa è Valpolicella. Nella serata del 26 febbraio al Gran Can di Pedemonte, assaggeremo Valpolicella d'annata, Ripasso, Amarone e Recioto dell'una e dell'altra parte, delle annate 2011, 2010, 2008, 2008. Queste le aziende che parteciperanno:   Antolini,Novaia, Ca' La Bionda, Corte Fornaledo, Terre di Leone, Tenuta Sant'Antonio, Latium. Il tutto, ovviamente, alla cieca, per lasciar parlare i vini (prima dei produttori).

San Rustico

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Quella di Marano di Valpolicella è sicuramente una delle vallate più interessanti e caratterizzanti: ormai gli aficionados della zona hanno imparato a riconoscere a occhi chiusi i vini che nascono da uve coltivate su questi suoli. Sono vini snelli, asciutti, eleganti, a volte nervosi, con bella freschezza e bevibilità. Vini che stentano a tenere il ritmo forsennato e fagocitante del mercato, e per questo, forse a malincuore, a volte sono costretti a saltare quegli appuntamenti con il pubblico e la critica che vorrebbero portare sui tavoli prodotti ancora infanti, per il solo gusto di presentare la nuova annata. Così San Rustico, storica azienda di Valgatara, ha dato buca all'ultima Anteprima Amarone 2008: "Non avevamo il vino", si son quasi scusati i fratelli Marco ed Enrico Campagnola. Come se aver rispetto della tipologia del prodotto e del proprio lavoro fosse una colpa, e non un pregio. Sembra di sentir echeggiare l'irrisolto dilemma morettiano: "mi si noterà di più se ci vado o se non ci vado?"; perchè quest'anno le assenze erano parecchie, al punto da poterci fare una rassegna ad hoc. In attesa che i litigiosi produttori della Valpolicella trovino un punto d'incontro nelle loro antitetiche visioni, noi siamo andati a trovare i rappresentanti della quinta generazione di questa stirpe di viticoltori. Dalla casa d'origine, quel Gaso che da' il nome ai loro vini di punta, dove nel 1870 iniziò ufficialmente l'attività, ad oggi, di vini nelle botti e di uva sulle arele ce ne ne sono stati parecchi. Già, le arele. I Campagnola di San Rustico sono rimasti tra i pochissimi che ancora le utilizzano davvero (e non per finta...) per appassire le uve, insieme ovviamente alle cassette. Uve che rispecchiano il blend tradizionale (corvina, corvinone, rondinella, molinara, croatina, e qualche altro vitigno autoctono), sulla validità del quale non transigono: "Perchè è grande l'enologia veronese?" s'interroga Marco, agronomo ("io son sempre in giro per i miei vigneti. Mi son comprato perfino la moto, per far prima") ed enologo dell'azienda. "Perchè le sue uve sono versatili: si va dai prodotti di pronta beva a quelli di lungo invecchiamento. Passando dai superiori, dai ripassi, dai dolci e dai vini di meditazione". Una gamma completa che rappresenta uno dei valori aggiunti più riconoscibili della Valpolicella. Oggi i due fratelli stanno scrivendo un nuovo capitolo della storia della loro azienda: e dagli assaggi compiuti, il cambio di passo è palese. Personalmente mi ricordavo prodotti corretti, ma tutto sommato non ben caratterizzati (si parla di una decina di anni fa, almeno...): mi sono ritrovata con vini con una personalità evidente, per quanto discreta. Di seguito alcune note di degustazione: Novello 2011: ebbene sì, i Campagnola si sono attrezzati per fare anche questo vino, che un valpolicellese probabilmente non metterebbe in cantiere nemmeno a minacciarlo col fucile. Ma loro credono - giustamente - nella capacità di un vino ben fatto, bevibile, senza pretese. Semplicemente buono. Realizzato con una buona dose (dal 30 al 40%) della negletta molinara, il loro Novello da 100% di macerazione carbonica ha i profumi delle ciliegie fresche, è sugoso, piacevole, forse esile nella struttura, ma perfetto da bere freddo. Prezzo cantina per il privato: 4.70 Valpolicella Classico DOC 2010: colore rubino viola, non compatto, ha profumi speziati e di fiori scuri, e grande bevibilità. In bocca ricorda  erbe aromatiche come il rosmarino. Un vino da buon pasto quotidiano per 5 Euro al privato in cantina. Valpolicella Classico Superiore 2009: colore un po' più scuro del precedente, ha profumi di funghi di bosco, e muschio, è balsamico (resina di pino) e speziato (chiodi di garofano). Gusto coerente con il naso, un perfetto esempio di come dev'essere un Valpolicella Superiore onesto, come dicono loro (e tradizionale). Prezzo cantina: 6.50 Euro. Valpolicella Ripasso DOC Il Gaso 2008, 9.50. Per nemmeno 10 Euro ci si porta a casa un vino da colore più denso del precedente, profumi ancora freschi e balsamici, sfumati di miele. In bocca si avverte la liquirizia del passaggio in legno, e la struttura è forse un po' troppo scorrevole, forse... perché nel bicchiere finisce subito! Amarone della Valpolicella DOC 2006: insignito del Trophee Prestige a Les Cittadelles du Vin in Francia, è un Amarone maranese con qualche innesto di uve storici fornitori di Gargagnago. Ma i profumi e lo stile sono quelli della vallata: funghi, bosco, rosmarino, cioccolato fondente ma non troppo, ben equilibrato. Buonissimo. E al consumatore che lo compra in cantina viene meno di 20 Euro... Amarone della Valpolicella DOC Il Gaso 2005 . Pochi euro di differenza, ed ecco il cru: nel bicchiere un rubino molto scuro, più compatto, che esprime profumi di ciliegia macerata, chiodi di garofano. Leggermente alcolico al naso, in bocca sono manciate di ciliegie sotto spirito, prugne, cacao, pepe nero. Recioto della Valpolicella DOC 2009: In bottiglia da 0.75, un Recioto dal colore rubino scuro, intenso, sfumato di rosso, che sa di ciliegie sotto spirito e profumi di bosco. Balsamico e bevibile, al consumatore costa 18.50 Euro. Recioto della Valpolicella DOC Il Gaso 2009: leggermente più denso e compatto del precedente allo sguardo, ha profumi resinosi e di sottobosco, frutta secca e prugne della California sfumati di miele. Al consumatore costa 25 Euro.   View Terroir Amarone in a larger map Quella di Marano di Valpolicella è sicuramente una delle vallate più interessanti e caratterizzanti: ormai gli aficionados della zona hanno imparato a riconoscere a occhi chiusi i vini che nascono da uve coltivate su questi suoli. Sono vini snelli, asciutti, eleganti, a volte nervosi, con bella freschezza e bevibilità. Vini che stentano a tenere il ritmo forsennato e fagocitante del mercato, e per questo, forse a malincuore, a volte sono costretti a saltare quegli appuntamenti con il pubblico e la critica che vorrebbero portare sui tavoli prodotti ancora infanti, per il solo gusto di presentare la nuova annata. Così San Rustico, storica azienda di Valgatara, ha dato buca all'ultima Anteprima Amarone 2008: "Non avevamo il vino", si son quasi scusati i fratelli Marco ed Enrico Campagnola. Come se aver rispetto della tipologia del prodotto e del proprio lavoro fosse una colpa, e non un pregio. Sembra di sentir echeggiare l'irrisolto dilemma morettiano: "mi si noterà di più se ci vado o se non ci vado?"; perchè quest'anno le assenze erano parecchie, al punto da poterci fare una rassegna ad hoc. In attesa che i litigiosi produttori della Valpolicella trovino un punto d'incontro nelle loro antitetiche visioni, noi siamo andati a trovare i rappresentanti della quinta generazione di questa stirpe di viticoltori. Dalla casa d'origine, quel Gaso che da' il nome ai loro vini di punta, dove nel 1870 iniziò ufficialmente l'attività, ad oggi, di vini nelle botti e di uva sulle arele ce ne ne sono stati parecchi. Già, le arele. I Campagnola di San Rustico sono rimasti tra i pochissimi che ancora le utilizzano davvero (e non per finta...) per appassire le uve, insieme ovviamente alle cassette. Uve che rispecchiano il blend tradizionale (corvina, corvinone, rondinella, molinara, croatina, e qualche altro vitigno autoctono), sulla validità del quale non transigono: "Perchè è grande l'enologia veronese?" s'interroga Marco, agronomo ("io son sempre in giro per i miei vigneti. Mi son comprato perfino la moto, per far prima") ed enologo dell'azienda. "Perchè le sue uve sono versatili: si va dai prodotti di pronta beva a quelli di lungo invecchiamento. Passando dai superiori, dai ripassi, dai dolci e dai vini di meditazione". Una gamma completa che rappresenta uno dei valori aggiunti più riconoscibili della Valpolicella. Oggi i due fratelli stanno scrivendo un nuovo capitolo della storia della loro azienda: e dagli assaggi compiuti, il cambio di passo è palese. Personalmente mi ricordavo prodotti corretti, ma tutto sommato non ben caratterizzati (si parla di una decina di anni fa, almeno...): mi sono ritrovata con vini con una personalità evidente, per quanto discreta. Di seguito alcune note di degustazione: Novello 2011: ebbene sì, i Campagnola si sono attrezzati per fare anche questo vino, che un valpolicellese probabilmente non metterebbe in cantiere nemmeno a minacciarlo col fucile. Ma loro credono - giustamente - nella capacità di un vino ben fatto, bevibile, senza pretese. Semplicemente buono. Realizzato con una buona dose (dal 30 al 40%) della negletta molinara, il loro Novello da 100% di macerazione carbonica ha i profumi delle ciliegie fresche, è sugoso, piacevole, forse esile nella struttura, ma perfetto da bere freddo. Prezzo cantina per il privato: 4.70 Valpolicella Classico DOC 2010: colore rubino viola, non compatto, ha profumi speziati e di fiori scuri, e grande bevibilità. In bocca ricorda  erbe aromatiche come il rosmarino. Un vino da buon pasto quotidiano per 5 Euro al privato in cantina. Valpolicella Classico Superiore 2009: colore un po' più scuro del precedente, ha profumi di funghi di bosco, e muschio, è balsamico (resina di pino) e speziato (chiodi di garofano). Gusto coerente con il naso, un perfetto esempio di come dev'essere un Valpolicella Superiore onesto, come dicono loro (e tradizionale). Prezzo cantina: 6.50 Euro. Valpolicella Ripasso DOC Il Gaso 2008, 9.50. Per nemmeno 10 Euro ci si porta a casa un vino da colore più denso del precedente, profumi ancora freschi e balsamici, sfumati di miele. In bocca si avverte la liquirizia del passaggio in legno, e la struttura è forse un po' troppo scorrevole, forse... perché nel bicchiere finisce subito! Amarone della Valpolicella DOC 2006: insignito del Trophee Prestige a Les Cittadelles du Vin in Francia, è un Amarone maranese con qualche innesto di uve storici fornitori di Gargagnago. Ma i profumi e lo stile sono quelli della vallata: funghi, bosco, rosmarino, cioccolato fondente ma non troppo, ben equilibrato. Buonissimo. E al consumatore che lo compra in cantina viene meno di 20 Euro... Amarone della Valpolicella DOC Il Gaso 2005 . Pochi euro di differenza, ed ecco il cru: nel bicchiere un rubino molto scuro, più compatto, che esprime profumi di ciliegia macerata, chiodi di garofano. Leggermente alcolico al naso, in bocca sono manciate di ciliegie sotto spirito, prugne, cacao, pepe nero. Recioto della Valpolicella DOC 2009: In bottiglia da 0.75, un Recioto dal colore rubino scuro, intenso, sfumato di rosso, che sa di ciliegie sotto spirito e profumi di bosco. Balsamico e bevibile, al consumatore costa 18.50 Euro. Recioto della Valpolicella DOC Il Gaso 2009: leggermente più denso e compatto del precedente allo sguardo, ha profumi resinosi e di sottobosco, frutta secca e prugne della California sfumati di miele. Al consumatore costa 25 Euro.